WORKSHOP E STAGE 2017-2018


 

Stage - Laboratorio Trimestrale di Drammaturgia con  Giuseppe Manfridi

 

Lo Stage con Giuseppe Manfridi consta di Tre Fasi che si susseguiranno tra Dicembre 2017 ed i primi di Febbraio 2018.

 

Durante la Rassegna dedicata alla Nuova Drammaturgia, dal 26 Febbraio al 4 Marzo 2018 al Teatro Agorà, saranno presentati i testi redatti durante le tre settimane di corso.

 

La Classe non sarà superiore alle 20 Persone. La Frequenza è intesa come obbligatoria.

 

Al termine sarà rilasciato Attestato di Partecipazione, per i fini consentiti dalla Legge.

 

Le Iscrizioni si apriranno dal giorno Venerdì 20 Ottobre

 

Per tutte le Info (Orari e Costi)

CHIAMARE IL NUMERO 3298658537

 

 


 

 

Seminario di Recitazione con Luigi Di Fiore e Tullia Alborghetti

 

 

Riuscire a codificare un modulo per uno stage che possa avere una durata flessibile da una settimana intensiva fino alla durata di 30 gg consecutivi o con frequenza bi-settimanale, che sia onnicomprensivo da un punto di vista didattico senza essere dispersivo e, allo stesso tempo, dotato di quella efficacia che riesca a trasferire nell'allievo tutte quelle informazioni necessarie per lo stimolo della propria creatività, è un'impresa non da poco. Lo stage si rivolge contemporaneamente sia a chi abbia già deciso di intraprendere la carriera attoriale, ma anche alla moltitudine di persone che desiderano un approccio, per motivi personali, che esula dalla professione vera e propria.

Negli anni di esperienza accumulati con l'insegnamento sono arrivato a formulare questo schema che, provato sul campo, ha dato risultati sorprendenti.

Recitare è un’arte, ma è anche un mestiere difficile e colmo d’imprevisti. Come tale richiede particolari requisiti e conoscenze.

Insegnare è una missione. Il lavoro dell’attore è per definizione artigianale. Non sempre l’attore di chiara fama è anche in grado di trasferire allo studente le proprie esperienze nel modo corretto. Bisogna saper creare un percorso originale nell’allievo, che sarà solo suo, e che sarà la cifra con la quale misurerà il proprio talento.

 

 

Fase 1.

Il lavoro con l’attore inizia dall’educazione ai valori delle relazioni sceniche attraverso alcuni esercizi che impongono il rispetto delle dinamiche sceniche e del rapporto con se stessi e con gli altri attori. L’azione si svolgerà attorno a una piattaforma circolare, come metafora del palcoscenico, del set e del mondo.

Fase 2.

È incentrata sul metodo Steiner, con una serie di esercizi in grado di mettere l’allievo in contatto col suo inconscio senza abbandonare mai il controllo razionale. Un training che svilupperà notevolmente la capacità dello studente di saper usare l’introspezione necessaria per lo sviluppo del personaggio.

Fase 3.

La terza fase è dedicata allo studio della dizione poetica. Vittorio Gassmann era solito dire che recitare bene i versi è tutto quello che serve a un attore, perché il resto, a confronto, è di una facilità disarmante. Grazie alla pratica sulla poesia di Dante, Leopardi, Ungaretti, Saba, l’allievo potrà andare all’origine del significato profondo della nostra lingua ed entrare in contatto con la propria sfera emozionale

 

 

A chiusura del percorso, in un momento non meno importante, lo studente raccoglierà i frutti del lavoro svolto con un impegno ulteriore a costruire il proprio personaggio, in quanto l’attore deve essere consapevole della responsabilità creativa del ruolo che è chiamato a interpretare. Quest’ultima fase verrà svolta con l’aiuto di monologhi e dialoghi tratti da Memorie del sottosuolo di Dostoevskij e dalle novelle di Pirandello che possono adattarsi perfettamente anche al linguaggio cinematografico. L’allievo dovrà lavorare sulla novella usandola come canovaccio per dare vita alla sua personale interpretazione.

Quella a cui aspiro è la grande eredità di Jacques Copeau, Louis Jouvet, Giorgio Strehler, Vittorio Gassmann, per ricostruire una figura dell’attore che sia veramente al centro della scena, senza compromessi.

 


 

 

Note per il corso “Voce del verbo cantare” a cura di Grazia Di Michele

 

 

Il percorso formativo elaborato per gli allievi della scuola di recitazione…è stato concepito con l’obiettivo di offrire agli stessi alcune conoscenze e alcuni strumenti tecnici per migliorare le capacità vocali per fini recitativi ma anche per fini prettamente canori, giacché la formazione dell’attore deve poter comprendere anche generi come il “musical” e come i “recital” che alternano recitazione e canto. Oltre agli elementi di tecnica vocale, il corso offre alcuni approfondimenti su aspetti culturali legati alla musica, che viene descritta anche per il ruolo che assume nella filosofia, nella psicologia e nell’antropologia.

 

Il corso è strutturato in tre parti:

 

1)    Parte "culturale", comprendente una introduzione sul ruolo che le varie civiltà e tradizioni attribuiscono alla musica, dalla funzione cosmogonica (vedi le mitologie e le filosofie che trattano la musica come elemento preesistente alla formazione del mondo e come elemento ordinatore di tutte le cose), fino alla funzione catartica e terapeutica che la musica assume in tutte quelle culture etnologiche che la utilizzano nei contesti rituali e religiosi. In questa sede si affronterà anche il tema della musica come livello di comunicazione pre-linguistico, facendo riferimento a quelle teorie che sostengono che i linguaggi primitivi avrebbero una struttura simile a quella musicale, presentando forme come le cantilene o i prolungamenti fonetici che in epoche storiche più recenti sono state estromesse dai linguaggi parlati. In questo ambito saranno inseriti elementi che riguardano la percezione del suono a livello psicologico, la ripercussione che l'esperienza musicale ha nel vissuto emotivo, l’analisi dei paesaggi sonori e i principi della musicoterapia.

2) Parte "tecnica", nella quale si affrontano le questioni relative alla fonetica e alla fisiologia del suono, che hanno grande importanza sulla qualità dell’emissione vocale e che debbono far parte del bagaglio formativo di un attore. Lo studio della tecnica vocale si baserà sui seguenti punti: studio della postura, regole di una corretta ed efficace  inspirazione/espirazione, controllo delle modalità di emissione vocale, pratiche di risonanza della voce, studio basilare del funzionamento dell’apparato fonatorio, attenzione alla corretta articolazione delle parole nel canto. Oltre all’acquisizione di queste competenze tecniche, l’allievo dovrà sviluppare al massimo le doti interpretative, lavorando sulle proprie emozioni e sul controllo di queste, per permettere che influiscano positivamente sul canto. Questo particolare aspetto sarà oggetto della terza parte del corso, come di seguito descritta.

3) Parte “performativa”, nella quale si sviluppano le tecniche di utilizzo della voce e del suono ai fini espressivi. La modulazione della voce, la scelta delle tonalità, la coloritura del testo musicale con le variabili canore e l’interpretazione del testo musicale faranno parte di questa sessione, che prevede anche esperienze pratiche e di laboratorio. Questa sezione del corso sarà dunque focalizzata, in primo luogo, sullo studio dell’interpretazione nel canto, e questo comporterà un lavoro sull’analisi dei testi e delle musiche delle canzoni, nonché sulla risonanza emotiva dei brani proposti. Questo perché l’allievo possa razionalmente ed emotivamente rispondere al testo musicale in maniera adeguata, sviluppando una propria modalità espressiva. Per raggiungere tale obiettivo sarà importante conoscere e discriminare le emozioni, gli stati d’animo e i sentimenti che si intendono proporre nell’interpretazione per verificare l’esattezza dell’intento comunicativo. Insieme a questo, il corso si rivolgerà allo studio dello “stile vocale”. Per operare un’analisi del proprio “stile” è necessario che ogni allievo ponga attenzione a quei caratteri che combinandosi in modo diverso danno vita ad approcci vocali differenti e “personali”. A tale proposito verranno trattati aspetti quali: il timbro, i colori della voce, la presenza e la gestione della pause, la distribuzione e la qualità degli accenti, le cadenze temporali, le dinamiche musicali, l’intonazione, l’articolazione personalizzata dei suoni e dei fonemi, gli elementi vocali non linguistici.

Inoltre si porrà attenzione al linguaggio del corpo e alla presenza scenica in senso complessivo.

 

 


 

 

Un metodo fisico-emotivo, per recitare e per vivere a cura di

Hal Yamanouchi 

 

 

Promessa:
Un approccio fisico-emotivo, per generare diversi stati energetico-emotivi che possono diventare le materia plasmabile adatta a tutti i tipi di ruoli. Studiamo, comprendiamo ed impariamo a gestire 5 modalità fisico-emotive fondamentali e 25 “type-energy”. Con questi  ultimi 25 strumenti, possiamo suonare qualsiasi musica, anzi possiamo recitare qualsiasi personaggio.

 

Per capire meglio:
La fondamentale differenza tra questo metodo e quelli  d’immedesimazioni nei personaggi è che

(1) minimizziamo la sovrapposizione della personalità del ruolo sulla personalità dell’attore, cioè evitiamo lo sdoppiamento,
(2) stimoliamo la riflessione scientifica-filosofica sugli archetipi d’energia fisico-emotiva
(3) incoraggiamo la comprensione del processo del vivere umano come una serie d’esercizi da compiere, piuttosto che drammi o romanzi personali.

 

Lo Sfondo filosofico di questo metodo:


Se parliamo di “successo” nella vita, non ne esiste uno più grande che l'avere imparato a governare le nostre azioni ed i nostri comportamenti seguendo non i desideri personali, ma principi disciplinari che ci convincono.
Gli attori che s’immedesimano nel personaggio rinforzano la loro abitudine a creare storie di natura personale dalla vita, con desideri personali, sentimenti personali e reazioni personali. In questo modo diventano persone che si sopravvalutano, che dipingono la loro vita con colori forti, che cantano la vita con note forti, qualcuno in una maniera totalmente  estroversa, esprimendosi con forza, altri in maniera introversa con sentimenti e pensieri.
I veri attori, secondo me, sono quelli che rimangono sereni e tranquilli, lasciando gli spettatori proiettare le loro emozioni sulle azioni ed i comportamenti degli attori. I veri attori non vivono drammi: sono al di sopra. Sono gli spettatori a vivere drammi ed ottenere catarsi.


Anche nella vita, gli attori eccellenti sono spesso persone distaccate dai drammi, perché sono abituati a disegnare, illustrare ed eseguire la coreografia e la partitura dei drammi, piuttosto che vivere i drammi stessi

.

Un attore di questo metodo:
Come uno scultore vive l’energia della scultura scolpendola, piuttosto che vivere storie o sentimenti del suo soggetto, ma anche come un musicista vive l’energia del pezzo che suona, invece di farsi stravolgere dalle emozioni che la composizione suscita, un attore può  immedesimarsi in uno od un altro archetipo d’energia e vibra con uno o altro stato-d’animo.
Poiché queste “energie archetipiche", questi “stati-d’animo” sono primordiali, si trovano  al di là del bene e del male. Di conseguenza, la fonte alla quale gli attori di questo metodo attingono è al di là del bene e del male. Gli Attori offrono il loro lavoro in modo che le opere scritte vengano percepite efficacemente anche nella quarta dimensione.

 

Il modo di percepire che questo metodo suggerisce:
Gli Attori nella vita, cioè come esseri umani, offrono le loro azioni in modo che i loro principi etici vengano percepiti dagli altri esseri umani, dagli spiriti e dagli esseri sovrumani. Per esprimere al meglio i loro principi etici, è meglio che i sentimenti ed i desideri personali siano più pacati possibili,  i loro stati- d’animo più neutri possibili, i loro comportamenti più spersonalizzati possibili.
Chi non dà molta importanza ai propri drammi personali, ha più spazio mentale per esprimere valori etici o spirituali, che sono ad un livello spersonalizzato.

(Attenzione. Le persone che si comportano con apparente drammaticità sono spesso sdrammatizzate nella psiche. Le persone che sono drammatiche interiormente sono quelle che soffrono molto, che s’ammalano psicologicamente, che si comportano con squilibrio.)

 

Anche per questa ragione sostengo questo approccio che pone attenzione alle energie ed agli stati-d’animo degli attori e degli esseri umani piuttosto che alle storie personali del personaggio o degli attori. 

HAL YAMANOUCHI


 

 

 

 

 

 

Progetto di corso di Storia del Teatro a cura di Massimiliano Caprara

 

 

Caratteristiche generali

Il corso seguira’ un ordine cronologico e si basera’ sul criterio della contestualita’ integrando cioe’ il dato teatrale con quello storico sociale e filosofico estetico del periodo trattato

All’insegnamento della storia del teatro si affiancheranno cenni di storia dello spettacolo storia dell’arte elementi di drammaturgia di storia della critica teatrale e laddove ne abbiamo nozione s anche di storia della recitazione (o applicazioni di recitazione storica) come recitazione metrica, recitazione corale, recitazione straniata o recitazione “stanislavkijana” solo per fare alcuni esempi, con relativi esercizi pratici.Le lezioni, quindi, saranno costantemente integrate con letture relative ad alcuni testi giudicati fondamentali o comunque indicativi delle caratteristiche del periodo e dell’argomento trattato

Struttura

Il corso si dividera’ in 4 blocchi distinti solo a fini didattici trattati cronologicamente anche se senza soluzione di continuita’: 1) dalle origini alla tarda antichita’ 2) dal medioevo al rinascimento 3) dall’eta’ barocca al dramma borghese dell’800 4) il 900 e il teatro contemporaneo.

A tempo debito gli allievi riceveranno le indicazioni bibliografiche relative ai testi e agli argomenti trattati. Ulteriori elementi didattici come l’uso del pc, del lettore dvd o del diapositore come della produzione di fotocopie, saranno eventualmente sottoposti al parere della direzione. Per la cadenza settimanale e la durata di ogni lezione mi rimetto alle disposizioni della direzione. Una indicazione complessiva delle ore in un anno potrebbe tuttavia essere di circa 50

Finalita’

Essendo un corso rivolto ad aspiranti attori come gia’ si evince da quanto descritto in precedenza, non si proporra’ l’insegnamento della Storia del Teatro come funzione accademica ma come elemento applicabile e sempre relazionabile con la pratica del mestiere. Se infatti e’ fondamentale tramandare la storia di un’arte per preservarne la coscienza critica e la sua integrita’ etica, e’ anche importante finalizzare il nostro corso all’esaurimento di alcune fondamentali domande che permeano questo mestiere tanto in un’ottica generale, riguardandone i caratteri sociali e di costume oltre che artistico-letterari, quanto su un piano individuale , personale ad ogni allievo, orientandolo verso questo mestiere senza farlo soccombere dagli stereotipi o dalle false aspettative e invitandolo costantemente a investigare alla luce dell’excursus storiografico le motivazioni sue intime che lo spingono verso questa disciplina 


 

 

IL TEATRO IMMAGINATO - a cura di Valentino Orfeo

 

Il Teatro Immaginato , intende far emergere quel che di singolare e irripetibile vi è nell'attore

 

Una bottega d'arte teatrale

per ricavare tutte le percezioni che ci verranno date dal testo teatrale “La strada mestra” di A. Checov, prevedendo la consapevolezza dell'attore di una certa indipendenza creativa per poter interagire con il testo drammatico al fine di riconoscere la sua specifica struttura e sapere che cosa può farne.

 

Una bottega d'arte teatrale, inserita organicamente nel contesto del programma didattico della Accademia Teatrale Permise de Conduire, ha lo scopo di sperimentare sul campo la concretezza di una futura produzione teatrale dello spettacolo “Sulla strada maestra di A. Checov.